Pellegrinaggio in Terra Santa: guida pratica per prepararlo

di Redazione Terra Sancta Blog · Aggiornato il 4 novembre 2026

Il pellegrinaggio in Terra Santa è uno dei viaggi più antichi della tradizione cristiana. Già nel IV secolo la pellegrina Egeria descriveva le liturgie di Gerusalemme e i luoghi del Vangelo. Oggi il percorso è più semplice da organizzare, ma richiede ancora preparazione: sul piano pratico, sulla sicurezza e sul piano spirituale.

Prima di tutto: la situazione nella regione

La Terra Santa attraversa periodi di tensione anche lunghi, e le condizioni di accesso a città e santuari possono cambiare da una settimana all'altra. Prima di prenotare, e di nuovo pochi giorni prima di partire, va letta la scheda di Israele e dei Territori Palestinesi sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina. È anche utile registrare il viaggio sul portale "Dove siamo nel mondo" dello stesso Ministero. Questa guida descrive il pellegrinaggio in condizioni normali e non sostituisce le indicazioni ufficiali.

Quando partire

Il clima condiziona molto l'esperienza. In primavera e in autunno le giornate sono miti e le lunghe visite a piedi si sopportano bene. D'estate a Gerusalemme si superano spesso i 30 gradi, e lungo la valle del Giordano e sul Mar Morto fa molto più caldo. L'inverno è fresco e a volte piovoso, ma i santuari sono meno affollati.

I grandi periodi liturgici meritano una riflessione a parte. Il Natale a Betlemme e la Settimana Santa a Gerusalemme sono momenti intensi, con celebrazioni che si svolgono come da secoli, ma comportano folle, controlli e prezzi alti. Chi viaggia per la prima volta può preferire un periodo ordinario, che permette di sostare davvero nei luoghi.

Documenti e aspetti pratici

L'itinerario classico

La maggior parte dei pellegrinaggi segue la geografia dei Vangeli. Si parte dalla Galilea, dove si è svolta gran parte della vita pubblica di Gesù, e si sale poi a Gerusalemme, come i pellegrini di ogni epoca.

Galilea

Nazareth, con la Basilica dell'Annunciazione e la chiesa di San Giuseppe, è di solito la prima tappa. Intorno al lago di Tiberiade si visitano Cafarnao, con la casa di Pietro (vedi la nostra guida a Cafarnao), Tabgha, con le chiese della Moltiplicazione e del Primato, e il Monte delle Beatitudini. Molti gruppi fanno anche una breve traversata in barca. Poco più a sud si sale al Monte Tabor, luogo tradizionale della Trasfigurazione.

Valle del Giordano e deserto

Scendendo verso sud molti itinerari si fermano al sito del Battesimo sul Giordano, a Gerico e al Mar Morto. Il deserto di Giuda, visto dall'alto, aiuta a capire tanti passi biblici legati al silenzio e alla prova.

Betlemme

La Basilica della Natività e la Grotta, la vicina chiesa di Santa Caterina e il Campo dei Pastori di Beit Sahour richiedono almeno mezza giornata.

Gerusalemme

A Gerusalemme si salgono il Monte degli Ulivi e il Getsemani, il Monte Sion con il Cenacolo, la Città Vecchia con la Via Dolorosa e infine la Basilica del Santo Sepolcro. Conviene riservarle almeno tre giorni pieni.

Organizzarsi in gruppo o da soli

Parrocchie, diocesi e associazioni organizzano pellegrinaggi con un sacerdote e una guida autorizzata. È la formula più diffusa, e ha vantaggi concreti: le Messe nei santuari vengono prenotate in anticipo, i passaggi ai checkpoint sono più semplici e i luoghi vengono letti con la Scrittura alla mano.

Viaggiare da soli dà più libertà, ma richiede più attenzione. Bisogna conoscere gli orari dei santuari, che cambiano con le stagioni e con le feste, e sapere come muoversi tra Israele e Territori Palestinesi. Bisogna anche accettare che alcune celebrazioni siano riservate ai gruppi prenotati.

Molti santuari della Galilea e di Gerusalemme sono affidati ai frati francescani della Custodia di Terra Santa, che li custodiscono da secoli. Per celebrare la Messa in questi luoghi la richiesta passa dall'ufficio pellegrini della Custodia, i cui recapiti sono indicati sul sito ufficiale custodia.org.

Come vestirsi e comportarsi

Nei luoghi sacri cristiani, ebraici e musulmani si chiede un abbigliamento sobrio: spalle e ginocchia coperte, per uomini e donne. Un foulard leggero è utile anche d'estate. Le scarpe devono essere comode: la Città Vecchia di Gerusalemme è fatta di scalinate e selciati irregolari, consumati da secoli di passi.

Nei santuari si celebra spesso in più riti e in più lingue, a volte a pochi metri di distanza. Il silenzio e il rispetto per le liturgie degli altri fanno parte del pellegrinaggio. Anche le fotografie richiedono discrezione, in particolare durante le celebrazioni e verso le persone in preghiera.

Prepararsi spiritualmente

Un buon pellegrinaggio comincia a casa, qualche settimana prima. Rileggere i Vangeli tenendo accanto una cartina della Palestina del I secolo cambia il modo di guardare i luoghi. Il testo biblico ufficiale della CEI è consultabile gratuitamente su BibbiaEDU. Molti gruppi preparano un libretto con le letture e una breve preghiera per ogni tappa.

Va accettato anche l'imprevisto: un santuario chiuso per una festa, una coda lunga, un cambio di programma. Chi è tornato dalla Terra Santa racconta spesso che i momenti più forti non erano quelli previsti. Possono essere un'alba sul lago, una Messa in una cappella laterale o un incontro con i cristiani del posto. Le comunità cristiane locali sono piccole e spesso in difficoltà, e il pellegrinaggio è anche un modo per conoscerle.

Una traccia di programma

GiornoTappe indicative
1Arrivo, trasferimento in Galilea
2Nazareth: Annunciazione, San Giuseppe, Cana
3Lago di Tiberiade: Beatitudini, Tabgha, Cafarnao
4Monte Tabor, discesa lungo la valle del Giordano
5Deserto di Giuda, Gerico, arrivo a Gerusalemme
6Betlemme: Natività, Campo dei Pastori
7Monte degli Ulivi, Getsemani, Monte Sion
8Via Dolorosa, Santo Sepolcro, rientro

È solo uno schema. L'ordine reale dipende dai voli, dalle prenotazioni nei santuari e, soprattutto, dalla situazione nel Paese al momento della partenza. Per approfondire i singoli luoghi potete partire dall'indice delle guide.

Domande frequenti

Qual è il periodo migliore per un pellegrinaggio in Terra Santa?

Primavera (marzo-maggio) e autunno (ottobre-novembre) offrono temperature miti. L'estate è molto calda, soprattutto a Gerico, sul Mar Morto e sul lago di Tiberiade; Natale e Pasqua sono suggestivi ma affollati.

Quanti giorni servono per un pellegrinaggio in Terra Santa?

Gli itinerari classici durano da 7 a 9 giorni: tre o quattro in Galilea e il resto tra Gerusalemme, Betlemme e il deserto di Giuda. Con meno di una settimana conviene concentrarsi su Gerusalemme e Betlemme.

Serve un visto per entrare in Israele con il passaporto italiano?

Per soggiorni turistici brevi i cittadini italiani di norma non hanno bisogno di visto, ma le regole cambiano: va verificato prima della partenza se è richiesta un'autorizzazione elettronica di viaggio e quale validità minima deve avere il passaporto, consultando Viaggiare Sicuri.

Si può celebrare la Messa nei santuari?

Sì. I gruppi con un sacerdote possono chiedere di celebrare nei santuari custoditi dai francescani; le prenotazioni si gestiscono tramite l'ufficio pellegrini della Custodia di Terra Santa, con largo anticipo nei periodi di punta.

Fonti